I fantasmi degli occhi
Giorgia Spurio
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Perché i fantasmi
parlano tramite né vocali né gesti,
affilano lame
e raccolgono spilli,
per la collana,
al petto.
Perché si rincorre
il passo di una foglia,
che corre,
impronte sul fango.
Perché i fantasmi
non parlano,
sussurrano un nome,
il volto mai toccato.
Perché si rincorre
il dito, il silenzio
sceso lungo il mento
e il collo,
cecità e immaginazione.
Perché i fantasmi
sanno delle ossessioni
e delle illusioni,
delle morti
e delle apparenze.
E le mani, come l’ago,
come l’acqua,
tornano, come la spina,
dalle basse maree,
tornano, come la trasparenza
delle meduse, l’elettricità
di un minuto, il dolore
della morbidezza,
tornano,
fantasmi bianchi
dalla cornea del soffitto,
bianchi,
come l’asfissia buia asettica aria,
bianchi ritorni.
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Giorgia Spurio
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