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Fantasia 12 febbraio 2016 · lettura 1 min · 1652 letture

Après lui le déluge

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Aveva dei successi riportato, nel campo militare ed economico, Albione nel Seicento, ma obliato aveva quello artistico, teatrale. E così si decise ad importare dall’Italia, che allora assai abbondava di geni letterari (lo Stivale era fucina d’uomini ingegnosi) uno dei più prolifici, animosi scrittori che lì allora vegetavano, perché nel Bel Paese i più virtuosi difficoltà in quel tempo già incontravano. E varcò Crollalanza il bel canale di Manica, portando a quegli Inglesi l’esperienza del mondo, il bene e il male, Roma antica, Venezia e pur Verona. Fu per lui occasione alquanto buona per far fortuna, per comprar terreni, ed il suo nome a Londra ancora suona come quello d’un dio alto e celeste. Dopo di lui finirono le feste e i fasti letterari sopra il suolo della Britannia, che rimase solo con quelle prodigiose produzioni. (E, certo, non aveva cognizione quell’Italiano allora che un diluvio sull’arte della nordica nazione si sarebbe abbattuto al suo decesso.)
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"Nella storia della propria lingua e della propria letteratura, uno Shakespeare può essere un’ambigua fortuna. Una presenza shakespeariana sembra consumare certe energie di forma e di percezione, può fatalmente debilitare il genere nel quale si realizza. Può condurre a una perenne imitazione o a esercizi faticosi e in ultima analisi sterili di ripudio" (G . Steiner, "Dopo Babele", ed. Sansoni, 1984, pag. 358) . La poesia (il cui titolo si rifà alla famosa frase di Louis XIV) è in "Fantasia" perché, ovviamente, non ci sono prove ufficiali dell’origine italiana di Crollalanza / Shakespeare.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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adriana sini12 febbraio 2016

Quando la poesia non è solo musicalità ma anche insegnamento. Non credo importi molto se effettivamente il personaggio sia italiano o meno, ritengo invece che prof. Terracciano abbia proposto in maniera armonica e dettagliata la figura di Crollalanza, uno scrittore ai più sconosciuto, ma capace di lasciar dietro di sé una scia talmente intensa da esser ora scelto quale protagonista di questa bella composizione letteraria. E' un bell'invito a gettare ogni tanto un sguardo oltre le nostre limitate conoscenze letterarie.

Ettore Salamena12 febbraio 2016

Fantasia che fantasia forse tanta neppure è! Troppe coincidenze avvalorano la tesi che il grande drammaturgo sia nostrano, verità nascosta. Ricerche in tal senso ai più forse sconosciute, in altri sopite. Oggi non resta in questa migrazione di popoli, che lo sconforto, o il conforto, che le nostre più brillanti menti e generose braccia, vadano a riversare il loro contributo tra altre Genti, così come da sempre è stato e fu allora in Albione per MF. Crollanza alias WS.

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stello cutroneo12 febbraio 2016

Dotta poesia che vuole rendere omaggio al genio italico ed alla, sin qui presunta, italianità di W. S. che alcuni dicono possa avere origini messinesi. Comunque sia il componimento risulta piacevolissimo e verseggiato con la solita maestria. Molto apprezzata.

elena rapisa14 febbraio 2016

Seppure appare difficile dare origini italiche a questo grande, rimane il fatto che il suo pensiero pare illuminato da quella luce che splendette in tanti menti nell'epoche passate e dalla quale ancora si attinge. Come sempre ci costringi a pensare.