Malinconico noioso
Anna Rossi
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Della malinconia son poeta,
cantore di mestizia e nostalgia,
la culla è l’affanno
i guanciali piume di pianto.
Avvolto da cuor velato,
ove il sole non è mai arrivato,
con d’accanto ombre vaghe come pensieri...
vo per sentieri di rimpianti e ricordi,
di quel che ieri è stato e non è più.
Delle rose carpo l’essenza
che vien prima della sfiorita,
della luna colgo il mistero
di una notte infinita.
Del mare il suono triste,
d’un vascello alla deriva,
di un vecchio la goccia
pregna di un dolore all’antica.
Di una mamma lo sconforto,
laddove sola è lasciata
e d’un bimbo lo strillo
che appena nato è già abbandonato.
Son poeta noioso e mesto
metto in fuga il lettor contento,
ma d’altro canto non posso farne a meno,
preferisco la tempesta al ciel sereno.
©
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L'autore
Anna Rossi
Commenti (1)
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rita iacobone14 febbraio 2016
Con una gentile forma ironica la poetessa ci presenta un gradevole lavoro che non fa che confermare di come la poesia si nutra più di emozioni sofferte che di gioie poiché nella vita le prime predominano malgrado noi non lo vorremmo.

