La barcarolaccia

Lungo er fiume de sta vitaccia
scorre lenta sta barcarolaccia,
ce sta sopra tanta gente
che der destino non sa niente,
canta, balla, piagne e ride
dell'esistenza non decide.
Poi s'affanna, core e schiaccia
chi su la strada je s'affaccia,
p’arrivà prima sur palco
rapace e ingorda più de n’falco,
più de tutti vole avè
senza datte niente a te.
Dell'artri s'aricorda
s’er disagio la tiene su la corda,
la salute je fa difetto
na lagrima je cola ner fazzoletto,
dar malanno è liberata
dall’egoismo vié logorata.
La disgrazia propria è dispiacere
quella dell'artri je da piacere,
se riesce a fasse vecchia
in quella giovine non ce se rispecchia,
pe rispetto de li vecchi
non ce sente pe l'orecchi.
Per chi é bono non c'è speranza
troppo fesso pe la maggioranza,
l'arroganza è na virtú
l'umiltà non esiste più,
er core grande e la premura
non fanno parte de sta curtura.
Poi prima ch’er destino l’ultimo atto scriva
e la vita è alla deriva
dar paradiso aspetta l’angelo che arriva.
©
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