Mal d'amicizia
Veloci scorrean giorni da camino,
d'apparente gioviale convivenza,
mangiar e bere, e di stress così senza,
ma'l pensiero era malato o fino?
La ragione volle cader nel vano
semplice non era restare attivi,
caparbio con l'affanno lo seguivi
a regalare comprensione invano.
In amicizia, ad aver precedenza
non sia mai la sola tranquillità,
inarrivabile con una serenità,
vi s'oppone anche troppa differenza.
Con l'uomo secondo fine impazza
nulla che riesca a filare diritto
chi, contro, col prestigio gioca fitto
tutto da romper solo con la mazza.
Chi ardito combatte a spada tratta
sarà col cuore o d'apparenza!
L'Amico vero non può star senza
non mercanteggia e non baratta.
Chi non vuole mancare in precisione
prova prova ma l'ago non lo sposta,
l'adesione al ruolo la sola risposta,
o farà come Cristo, una passione.
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Commenti (1)
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Vaibhava das Vito Parisi26 febbraio 2016
In versi, tutto si assimila meglio; bisogna affinare la pratica della scrittura in verso, più efficace in assoluto.
