Il muro

Un muro antico, la pelle a squame
questo mio corpo in disfacimento
l'ora che passa, le mie silenziose paure
si strofina il tempo sulla mia pelle
e non sei vento, non lo sei mai stato
riposi come una foglia stanca, riposi di notte
forse nel disegno ambiguo di nembi
un ultimo presagio, un silenzio.
Pregasti un giorno, un dio ancora sconosciuto
parlasti al vento e alla pioggia,
ma il vento tacque e si disperse
Un muro antico, la pelle a squame
sei sopravvissuto a tutto,
ma mai, mai a te stesso.
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Commenti (1)
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nemesiel19 febbraio 2016
Un dolore di cui forse si cerca la spiegazione, un perché a cui però niente e nessuno sembra volere (o potere?) dare una risposta.
