La tramontana
sibila il vento, spinge la porta
fredda e stanca dal lungo viaggio
ha accarezzato la Venere insorta
ha pettinato la chioma del faggio
porta i capelli dietro raccolti
le guance rosse di mele mature
gli occhi rossi di sangue stravolti
non ha più voglia di altre avventure
sbatte sul muro in cerca di un varco
prova a convincere una persiana
le tenta tutte per fare uno sbarco
nella casa calda quasi africana
“che vuoi che sia una alito freddo”
dice la nonna accanto al camino
“un po’ di caldo con gioia gli rendo
perché possa riposare un pochino”
la tramontana con aria boriosa
con brivido gelido tocca la mano
smette di fare la capricciosa
brezza leggera da altipiano
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