Presso Béziers, settecentottanta anni dopo
Era assai pura l’aria in quelle poche
mie ore narbonesi alla stazione,
mentre aspettavo senza fretta il treno,
per una necessaria coincidenza.
Quell’aria proveniva da Béziers,
probabilmente: settecentottanta
anni prima l’infausta cittadina
aveva conosciuto il vil massacro,
da parte dei Francesi ligi al Papa,
dei Catari, soltanto responsabili
d’aver trovato strada più diretta
per parlar col Signore su nel Cielo.
"Uccideteli tutti, tanto Dio
i suoi conoscerà con gran certezza,
per dar loro Lassù ben meritato
posto nel Paradiso dei Cattolici! ",
pare che detto abbia a quei soldati
il frate Arnaud, di fede salda e dura.
E chissà invece se il Creator più pura
avrà trovato l’anima di quegli
eretici che amavano la pace,
la povertà, giustizia e assai l’amore,
lor concedendo un posto prelibato
nel Luogo che (si dice) accoglie i morti!
Chissà se il vento lieve, profumato,
che in quella breve sosta narbonese
del viaggio tolse a me ogni stanchezza
era in realtà lo spirito dei Catari,
contenti di vedermi sul lor suolo
dopo quasi otto secoli, bramosi
di me abbracciare in guisa di fratelli?
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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