madre
Mi regalavi sorrisi senza memoria
e un giorno il vento ti ha rapita,
rimangono nella mia anima
i tuoi segreti a farmi compagnia.
Porto dentro di me, anno dopo anno,
ciò che mi hai lasciato, ogni tua carezza,
ogni tuo amore, ogni tuo insegnamento.
Passano gli anni e ti rivedo ogni giorno fra le fotografie,
mi sento solo, vuoto, inutile
ma in ogni mio gesto ti ritrovo sempre davanti a me,
vorrei allungare la mano per accarezzarti
e sentirti vicino come non ho mai fatto da bambino,
ma non ci riesco.
Sei lontana e ho paura di raggiungerti.
Sei invecchiata diventando più saggia,
la vita per te era una continua lotta contro il tempo,
e mi hai insegnato a non aver paura
di vedere sul mio viso lo scorrere del tempo.
Da quando non ci sei più ho perso la ragione
ma ho trovato la saggezza.
Madre, insegnerò ai miei figli la saggezza,
la stessa che tu hai donato a me.
Un giorno costruirò una casa sulla collina
dove andrò a vivere per sentirmi più vicino a te
perché andandotene
ti sei portata via anche una parte di me
ed io, senza quella, non posso più vivere.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Maurizio Spaccasassi1 dicembre 2005
Una parte di noi porta sempre parte di chi ci ha seminato, come piantine nate per propaggine anche se muore la pianta madre siamo nella stessa terra... saluti e mauri.
