Canto d'amore
Rosetta Sacchi
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Per un’ora le tue notti possiedo
scivolando su recenti pensieri,
l’anima domandare non osa
vive, e ci sei, a me adiacente o lontano
Sbocciano emozioni come fiori
di te m’illumino e tu smarrisci il cammino
nella vertigine d’un sogno
In capo al mondo io ti seguirei
una volta ancora,
per un tuo sguardo su chiare impronte
che nessun vento può portare via,
per le tue labbra mute d’accento
e soavi nel sillabar parole
Leggo il tuo spartito e mi trastullo,
le dita sulle tue corde,
amore che ogni abisso dilati
e m’inondi di luce
Per un’ora le mie notti possiedi
dentro binari inconsueti,
l’anima tua è una culla
che odora di primule e di foglie
Sempre ci sono,
a te plasmata o distante,
lievitano sensazioni risonanti
quando di te godo e tu prendi
i miei occhi nell’estasi d’un sogno
Mi seguiresti nel fuoco del deserto,
una volta ancora naufrago in me,
per il limbo dolce d’ogni vizio
per la mia bocca trappola di voglie
calamita di delizie
E sarà l’eterno donarsi
dentro istanti di tempeste,
quest'amore che resiste,
sarà un concerto di sensi
e il fluire delle stagioni
in un’eterna primavera
Sarà l’amore che sente l’angoscia
ad ogni ora e vive d’ogni più flebile respiro
Saremo sempre avanti oltre la vita
saremo sull’altare a consacrare
le beatitudini del corpo
Saremo sostanza
miele che stilla, sondandoci
di bocca in bocca, e andremo...
Andremo silenti nell’oblio, rinati ogni volta
da una morte apparente
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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