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Ribellione 21 febbraio 2016 · lettura 2 min · 1161 letture

La speranza è ridotta in fin di vita

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Ricchezza e Povertà non son sorelle, le loro storie sono assai diverse da far davvero ... accapponar la pelle! La prima non conosce crisi avverse si nutre di depositi bancari, azioni sparse in mille sinergie, palazzi, ville, beni milionari e vive senza fare economie. Possiede il cinquanta, e più, per cento, di tutto il patrimonio nazionale, però il suo cuore non è mai contento ... è d’una avidità che non ha eguale! ... C’è, invece, Povertà che rappresenta l’ottantanove e ottantatre per cento del popolo italiano ch’oggi stenta a viver senza alcun sostentamento! I debiti, non quelli dello Stato, ma quelli della gente che lavora, il limite di guardia han superato e la speranza se ne va in malora! ... E non arriva più a fine mese per tutte le bollette da pagare e se l’azienda chiude, queste spese non gli permetton più di respirare! Purtroppo dei problemi della gente che soffre per la crisi assai precaria, a chi sta in alto, ... non gli frega niente, la loro vita è ricca e prioritaria! ... Ma quel dieci per cento dei ricconi possiedono metà del Capitale, ed agli altri cinquantasei milioni ...gli lasciano le ossa ... del caviale! L’Italia d’oggi è in questa situazione: c’è un “buco” enorme che caratterizza la differenza, ossia la sproporzione, tra il ricco e il poveraccio che agonizza! Mi chiedo (senza avere una risposta): “Perché la banda (cinque o sei milioni) di ricchi se ne sta sempre nascosta ed evita le nostre condizioni?”. Col pànfilo sul mare e pancia al sole, si godono felici i capitali, ...gettandoci gli avanzi di braciole ..., ...così come si fa con gli animali! La colpa va cercata nel denaro, che rende l’uomo ricco ingordo e avaro! .
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Purtroppo la speranza di riuscire a vedere qualcosa di nuovo all'orizzonte della vita, piano piano se ne sta andando via. I signori che hanno la fortuna di arrivare in cima alla ricchezza, una volta sulla vetta della serenità lanciano le pietre di sotto a quelli che si stanno arrampicando per raggiungere la cima. La coscienza, una volta arrivati sul podio, si chiude a danno dei poveri cittadini che arrancano giorno dopo giorno nella speranza che ..., ma la speranza è ridotta in fin di vita, purtroppo! !!

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (2)

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emiliapoesie3921 febbraio 2016

ironica, verissima lirica, anche divertente ma se si riflette appena un poco ci si rende conto quanta differenza c'è tra i signorotti e noi miseri lavoratori... Garbata lirica, apprezzata...

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Giuseppe Vita21 febbraio 2016

Una grossa piaga sociale che non si sanerà mai, né in Italia né altrove, perché chi possiede denaro, moderatamente, riesce a malapena a sopravvivere, ma chi ne possiede parecchio e ne brama ancora diviene suo schiavo e se ne frega degli altri. Complimenti all'autore per questa avveduta e ben descritta poesia.