Sussurrami il tuo bene

Ho amato come l’ultimo giorno la vita,
disperato ho aspettato la questua
e desiderato che occhi mi guardassero dolci
nell’ambire quel bene che ho donato felice.
Nella noia ti ho aspettato ribelle alle lusinghe
di uomini che stupivano le folle,
ributtante rimasi alla gogna di dita segnanti
e sognai le tue mani che facessero caldo.
Ti avvolsi in uno sguardo infinito che finiva la rabbia
in una notte che bianca splendeva d’inferno.
Aspettai senza ansia il respiro che scalda
e nel sud di un paese all’Antartide
il tuo fuoco mi giunse sereno
ad aprire le porte di una gabbia di ghiaccio
che di vivido aveva solo le stelle.
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L'autore
Merlino
Commenti (3)
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Pagu22 febbraio 2016
Una voce disarmante che entra nell'anima, un testo intenso che brilla di calore e passione. Il poeta sa descrivere i sentimenti con una forza travolgente e i suoi versi si appoggiano sul cuore. Ottimo lavoro... deciso e carismatico. Complimenti.
s
stello cutroneo23 febbraio 2016
Versi belli che affascinano ma, non capisco perché, al tempo stesso inquietano. Immagini nitide ma forti. Comunque molto piaciuta ed apprezzata tanto da segnalare.
Adele Vincenti25 febbraio 2016
che bei versi, fai sognare, ammiro il tuo dire, un sentire di cuore, trasmesso con determinazione da parole incisive, scandite con passionalità emotiva... leggerti è emozionante... Elogio ...


