Calembour in assonanze e consonanze
Parto e mi porto
in pochi pacchi
spicchi di specchi
e dei bei fichi secchi.
Muto la meta
perché sento vento
se la luce non piace
vedo e non vado.
E'un mito la moto
non cede non cade
non crede alle code
e il rombo è un mambo.
In riva al lago la lego
per il liscio la lascio
e una bionda rotonda
che balla si butta a palla.
A cena mi svena
si pasce di pesce
gustoso e costoso
la spesa è da sposa.
Sono a letto che lotto
col risotto stracotto
su me stesso mi avvito
non ho digerito
e il conto... che schianto!
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Commenti (1)
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Fabio Galletti Cacciari28 febbraio 2016
Disegnavi le porte del tempo nei gesti virtuosi di luci nelle tue mani Non una misura della vita ma un infinito senza confine Eppure le tue parole brulicano ancora sulla tua vita Dedicata al "poeta" SWA Non l'avevo mai letta, ora il mio riconoscimento si allinea all'infinito, rimarrà nel cuore tutta la vita, perché io sono così. Poesia da sballa la Tua.
