Il mio nome era già partito
Chiaraluna FiorellaGiovannelli
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Il mio nome era già partito
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Le guglie,
l'uscio per gatti nelle antiche porte
gli amori, i sogni, e le maledizioni
ripartite nelle antiche ceneri.
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Le castagne furono raccolte le trecce del granoturco
e “le pesale “in verticali nelle travi raccoglievano
respiri felici di umili famiglie.
Mai- mai più- si respirò quell'aria festosa negli anni avvenire
e più non profumarono il convivio
né il vino novello né le castagne per San Martino
.
Mai si annoverò se i desideri
fossero nudi o vestiti a lutto
-furono lapidati prima della fecondazione-
senza luce di delibera che ne sentenziasse la condanna
si poteva provare con la libertà -almeno provvisoria-
per affrontare l'incerto di future corone intorno al collo.
.
-Tutto si rivelò un grembo vuoto
pensando -a quella -vita come già vissuta
-Mai chiesi- Ma quando il mio nome era già partito
cosa restò dopo l'ultima fioritura dell'autunno?
-Neanche la canzone per i morti sotto le finestre di Novembre.-
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