Il poeta e le muse
Il poeta si ciba di muse
per comporre le belle alchimie
(così fece D’Annunzio con Duse),
loro aprendo vastissime vie;
assapora ed inghiotte le muse,
e poi, preso da nuove manie,
va a percorrere strade precluse
alle umane normali genie:
dopo vivono amene le muse,
sopra i fogli di sue fantasie,
dentro i segni coi quali s’illuse
di creare immortali poesie.
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A
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (3)
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Franca Merighi27 febbraio 2016
bellissima poesia!!! è tutto quello che posso esprimere per un cosi grande poeta come te...
alias Marina Pacifici27 febbraio 2016
Raffinata visione del Poeta illuminato dall'ispirazione. Bella l'immagine della Muse rese immortali dai versi.
r
romeo cantoni28 febbraio 2016
...Una lode all'illustre Poeta maestro dell'Endecasillabo...; ut pictura poesis.

