Aspettando l’Alba
Duilio Martino
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Posso fermarmi (i piedi non li ho in petto
né in vene v’è livore),
non morde il tempo e l’ammenda non m’arde,
tra i sonagli d’argento, dell’agre ora.
Voglio fermarmi e aspettare ritorni
che, nonostante non suonino eterni,
mi ragguaglio i giorni
privi di vacuo e polvere d’inverni.
Mi fermerò qui senza
più spegnere lo sguardo per piegarlo
al diadema del tempo.
Si, mi fermo ora qui e inchiodato resto
come tremula stella
in cielo buio a bagnarmi le labbra
aspettando che l’alba
mi strappi dalla notte
per consegnarmi alla malia del mare...
a melodie dell’onde.
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