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Introspezione 28 febbraio 2016 · lettura 1 min · 2291 letture

Il sogno di carta

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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E la notte, come colombe che di sera rilasciano le piume, il loro candore, alla luna, e sul capo la corona del sole senza più colore. Il buio sorride, con la lingua tra i canini, spalanca le labbra e, tra i baffi, socchiusi gli occhi, ingurgita dai tetti, dai camini i nostri respiri. Il sonno mi porta la mano al volto, muta, non posso che attendere l’alba che dissipa le faide. Tra le frecce sulle schiene delle zitelle stelle, tra le lance che i cacciatori battezzano tra i gatti e i lupi, i leoni sbadigliano ingoiando il dormiveglia, e ferma, come immobile il tempo che gira nell’orologio, attendo, appendendo orecchie di carta tra il lampadario spento e la catena e i chiodi.
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Giorgia Spurio
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Commenti (1)

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Duilio Martino28 febbraio 2016

Una gran bella poesia... Alcuni passi mi piacciono particolarmente sia per l'efficacia delle sinestesie che per i suoni (come - delle zitelle stelle - orecchie di carta - sbadigliano... dormiveglia - e altro ancora). Tante figure retoriche ad impreziosire il significante di uno scritto che perde il peso del significato. Onore al merito.