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Sociale 29 febbraio 2016 · lettura 1 min · 2598 letture

Piccole mani

Anna Di Principe 603 poesie pubblicate
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Piccole mani cuciono scarpe, loro sono scalzi non le indosseranno. Piccole mani costruiscono trenini, loro non hanno balocchi e non giocheranno. Piccole mani stringono armi, bambini soldati non sanno leggere non sanno scrivere ma sanno sparare. Piccole mani bramano costruire aeroplanini di carta e dolcemente farli volare, viscidi aguzzini hanno spezzato matite incenerito per sempre l'Io bambino, crocifisso ad una sorte iniqua. Sguardi assenti disorientati e stanchi dai fardelli la schiena ricurva. Alle esili membra vestite di poco hanno negato dolci carezze e l'essenza della vita... la speranza nutra i loro sogni abbelliti di teneri colori e di fulgide stelle.
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L'autore
Anna Di Principe

Amo la poesia ,perché rompe le regole della scrittura e allarga orizzonti mai esplorati... la poesia è rivoluzionaria, perché mette in gioco l'ordine costituito ... amo la poesia , perché mi dà la possibilità di utilizzare la lingua in modo creativo , di esprimere sentimenti e percezioni attraverso le parole ,giocando

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Commenti (14)

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Giovanni Ghione29 febbraio 2016

"hanno negato dolci carezze e l'essenza della vita" all'infanzia all'adolescenza cosa possiamo pretendere dal futuro se oggi una parte d'infanzia viene sfruttata in questo modo. La poesia ha anche un aspetto sociale di denuncia il mio plauso per il tema trattato.

Pagu29 febbraio 2016

Un tema importante e doloroso nei versi profondi e intensi della brava poetessa. Purtroppo questa è una condizione che non cesserà mai d'esistere, complice la povertà di tanti luoghi sparsi per il mondo. Tuttavia è bene parlarne per non dimenticarci mai di questo grave problema.

Maria Luisa Bandiera29 febbraio 2016

Profondi versi, molto intensi ed attuali. Mai dovremmo dimenticare questo problema della società di oggi capace di togliere l'infanzia ai bambini facendoli lavorare, mettendogli tra le mani delle armi pronte a togliere vite e mentre loro neppure sanno ciò che fanno, la domanda brutale che ci si pone è visto che l'infanzia è già una scuola di formazione: "che tipo d'uomini saranno nel loro domani?"

zani carlo29 febbraio 2016

Un dramma che viene ben spiegato in questi versi d'autore... lo sfruttamento incontrollato ed incontrollabile in certi paesi dei più piccoli... i bambini... che alla loro età dovrebbero soltanto studiare e giocare... una schifezza imposta da multinazionali senza scrupolo... molto bella la speranza della chiusura.

Umberto De Vita29 febbraio 2016

Lo sfruttamento dei minori sta dilagando a vista d'occhio. Bambini che non saranno mai bambini perché gli è stato negato di esserlo, addirittura vengono rapinati per farli combattere come soldati. Questa poesia vuole essere una condanna per questo sfruttamento degli innocenti.

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stello cutroneo29 febbraio 2016

Grande denuncia di un mondo troppe volte falsamente ignorato, quello dello sfruttamento minorile, tematica di una drammaticità unica. Negare i più elementari e naturali diritti a bimbi che non hanno alcuna colpa e che vivono schiavi chissà per quanti anni. Ottimo componimento, un grande plauso alla poetessa.

Sara Acireale29 febbraio 2016

È nelle mie corde questa lirica di denuncia sociale. Purtroppo, a molti bambini nel mondo viene negata l'infanzia. Ci sono bambini che non hanno il tempo di giocare, devono lavorare e con le loro piccole mani costruire tappeti o scarpe. Forse noi occidentali possiamo aiutare questi fanciulli non acquistando prodotti che provengono da paesi dove adoperano mano d'opera infantile. Poi c'è la piaga dei bambini soldato, delle spose bambine ecc. Perché l'ONU non interviene? È inconcepibile negare l'infanzia a questi piccoli esseri. Questo mondo non può essere considerato civile fino a quando tutti i bambini del pianeta non avranno il diritto di giocare e di andare a scuola...

Luciano Capaldo29 febbraio 2016

In un momndo che ricorre solo il piacere ed il potere spesso a pagarne le conseguenze di questo è lo sfruttamento che colpisce le fasce più deboli ed indifese, indifese proprio da chi dovrebbe dare loro il massimo del conforto ed educazione. Lo sfruttamento minorile non si ferma solo al lavoro ma sa andare oltre creando dei mostri bambini che hanno perso il sorriso, il proprio io fanciullo divendnedo perfino soldati. Chissà se sanno rendersi conto del proprio male o dietro quel sembrare grandi si annida anche per loro l'abitudine alla indifferenza. Una grande poesia scritta con il cuore e si sente.

Grazia Denaro29 febbraio 2016

Purtroppo nascere da una parte del mondo o dall'altra, fa la differenza. Bambini del terzo mondo vengono sfruttati da piccolissimi e avviati al lavoro minorile, negandogli il dono della fanciullezza, la bellezza di quegli anni spensierati. Ore ed ore per lunghe giornate sono obbligati a fare lavori stancanti che li annientano, spesso sollecitati ed a volte puniti se per coloro che li gestiscono non sono abbastanza veloci. Una piaga sociale che non si è mai potuta debellare. Il mio plauso a questi versi.

carla composto29 febbraio 2016

bambini che diventano presto adulti sfruttati nel lavoro ...un tema importante che andrebbe discusso da chi è competente, da chi potrebbe cambiare le cose... ma nulla di tutto ciò solo animi sensibili come quello della valente poetessa si soffermaao in righe splendide di poesia su questo argomento che tocca il cuore il mio sincero elogio ed apprezzamento

Francesco Rossi29 febbraio 2016

Quando il sentimento va oltre e spazia nella direzione della comprensione e della solidarietà si entra simbioticamente in un magico mondo poetico che esprime.

Rosita Bottigliero29 febbraio 2016

Tematica attuale che affronta le vicissitudini della vita e le loro tragedie. Versi toccanti. .molto apprezzati

Giuseppe Gallo1 marzo 2016

La fanciullezza negata è il tema trattato con maestria in questa bella poesia. Versi concisi ed asciutti che puntano il dito contro la schiavizzazione dei bambini nel terzo mondo e nell’arruolamento coatto dei baby- soldati. Grande sensibilità dimostra la valente Poetessa che con questi versi arriva al cuore del lettore con un forte impatto emozionale. Il mio plauso per lo stile e la forza della denuncia espressa.

Donato Leo1 marzo 2016

Per molti bambini che vengono avviati al lavoro, è stata negata la gioia di vivere. A loro, spesso viene negata di vivere la propria fanciullezza, magari vorrebbero divertirsi con quei giocattoli che costruiscono con quelle manine callose. Un tema sociale ben affrontato dalla valida poetessa. Complimenti.