Migrazione

Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
Commenti (10)
La nostra famiglia d'origine ha un profumo che ci accompagnerà tutta la vita. Commovente e di più questa poesia che trasmette un oceano di malinconia. "Aprimi la porta mamma"... parole come lacrime.
Orientarsi coi fiori ... memento d'ogni nostro passato ... è un bel modo di navigare ... un presente che va coltivato ...! ! Splendida! !
La magia dei fiori e non solo l'intenso che si esprime in questa composizione cattura, inchioda molto ben strutturata
Chissà cosa si cerca andando alla deriva nella vita quando poi ci si rende conto che le cose più importanti sono sempre le più vicine a te... Belle sensazioni ed immagini per una poesia nata dal cuore.
Tenera nostalgia nel ricordare persone, luoghi e profumi che sono rimasti dentro la mente anche se sarebbe meglio scrivere la parola "cuore". La poetessa ci regala versi, sentimenti e attimi che quasi commuovono. Il suo stile intenso e vellutato fa breccia e coinvolge. Una prova che sento molto.
Quasi un pianto in versi ed allora i ricordi ed il bisogno di ritrovare i propri affetti, specie quello materno, amplificano a mille la nostalgia. Bellissimi versi che colpiscono l'animo. Segnalo.
Si ha sempre un po' di nostalgia per le persone a noi più care. La Poetessa, vive lontana dalla sua famiglia d'origine e, quindi, ogni tanto una punta di malinconica nostalgia l'assale... Meno male che oggi le distanze si sono dimezzate anche con l'aiuto della tecnologia. La penultima strofa è molto accorata... Composizione piaciuta per l'espressività dei versi
tenerezza e intensità fanno di questi versi una lirica da ricordare, da rileggere, complimenti
Nella strofa finale l'approdo. Giungere nel luogo che ci fa sentire al sicuro, la casa e l'amore di chi può amarci e proteggerci senza remore... e là ritrovare la serenità, al riparo .Approdo di pensieri che migrano dall'oggi e dal reale
Bellissima. Le corde dell'animo vengono solleticate, dolcemente sfiorate, come in un arpeggio malinconico di una chitarra alla luna.









