Il sonno che divora
Duilio Martino
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Volteggi e tra le nuvole - su in aria -
l'ali tue liete stillano colore:
a ravvivare una torva pietraia
le fiabe blande abbuiate da albore.
Dei sudori ora dimmi e degli spalti
dei passi cupi e più spinosi fiori
d'amori scalzi su roventi asfalti
d'api e di falchi e di picchi d'umori.
Di vuote vele e brezze avvelenate
parlami, narra dei perduti approdi
di tormente e d'orribili frustate
degli sguardi distratti e d'altri nodi.
Le magre mani e affamate di eterno
mostrami, smanta l'ombrosa dimora
ora che trema il cerro e il chiaro inverno
consegna al sonno lento che divora.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (3)
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Paola Paolina Segatto4 marzo 2016
Stupenda e magnifica lirica seppur torbida e sofferente nei versi. Le parole fanno venire i brividi. Molto apprezzata. Complimenti all'autore.
Pagu4 marzo 2016
Una struttura poetica di alto livello e un testo che piace e cattura. Una prova di grande rilevanza... stile e contenuto da ammirare. Complimenti.
Luciano Capaldo4 marzo 2016
Credo ci sia un po' di dolore, di sofferenza in questi versi che hanno un crescendo quasi pauroso. Un'enfasi che per alcuni tratti nella sua struttura mi ricordano un po' l'Iliade. Chiaramente con chi mi ha preceduto ci troviamo di fronte ad un opera di altissimo livello che cattura il lettore davvero ammirato. Complimenti.



