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Riflessioni 5 marzo 2016 · lettura 1 min · 2066 letture

La meno ingombrante delle arti

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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E’ la meno ingombrante delle arti, la poesia, che si serve solamente di un foglio e di una penna, oltre alla mente, con precisione degna di gran sarti. Non ha affatto bisogno di strumento, che hanno invece tutti i musicisti: orgogliosi l’espongono, e son visti come star indiscusse del momento. Non ha né cavalletti né pennelli, che sporcano le mani molto spesso, ma che sovente segno di successo sono in ambienti snob alquanto belli. Ha pochi materiali la poesia (solamente quei fogli e quelle penne), anche se, quando nasce, molte strenne a tanti dona, quasi per magia. Sarà per questo forse che mai pane diede quest’arte poco appariscente, che non invita a mostre scelta gente, né pubblico a concerti, vario e immane.
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"Enjambements, anastrofi, allitterazioni, chiasmi... ": ho gradito tutti gli interventi critici, ma sono rimasto particolarmente colpito da quello estremamente professionale di Duilio Martino, eccellente sia come poeta che come commentatore. Però penso che sia mio dovere informare i lettori che io, quelle figure retoriche, non le ricerco di proposito ma, se vengono, vengono da sole. Quando compongo una poesia, la mia preoccupazione principale è quella di scrivere in maniera comprensibile ciò che occupa la mia mente in quei momenti, ricercando possibilmente la rima, che se non viene, o se viene forzata, non uso, cercando però di conservare un metro, soprattutto quello endecasillabico, che mi nasce spontaneo (un po' come succedeva a Pavese: dismessi i panni di poeta, inseriva parecchie frasi endecasillabiche nei suoi romanzi, senza praticamente accorgersene) . La presenza di alcune figure retoriche (in particolare enjambements e anastrofi) è dovuta soprattutto alla necessità di far cadere l'accento principale di ogni verso sulla sesta sillaba, per rendere il verso più musicale e armonico. Tutto sommato, potrei dire di introdurre (talvolta) in alcune poesie delle raffinatezze tecniche senza rendermene conto, come forse succede a certi giocatori di calcio, che eseguono, intuitivamente, delle giocate sopraffine analizzabili, volendo, in laboratori di fisica mediante equazioni matematiche, ma della cui portata scientifica essi non sono certo al corrente...5 giugno 2016
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (7)

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Umberto De Vita5 marzo 2016

Poesia carinissima, simpatica e... veritiera! Molto apprezzata.

Duilio Martino5 marzo 2016

Ottimo poetare in versi endecasillabi ben strutturati e nei quali mi preme sottolineare enjambement e anastrofe. Il loro uso non è banalità ma dimostrazione del raggiungimento di un livello più che elevato... Il risultato è scorrevolezza e peso di significante. Ottime allitterazioni, chiasmi ed altro danno spessore ai contenuti. Complimenti.

e
emiliapoesie395 marzo 2016

simpaticamente esponi la nascita di una poesia che richiede poca cosa un foglio, una penna, ma soprattutto lo spiraglio la luce il guizzo del pensiero. lascia agli altri artisti la lode... il poeta talvolta è scambiato per visionario...

p

ecco perché io amo la poesia... per non stare a montare e smontare tutta quella baracca di strumentazione

D
Dorella Dignola5 marzo 2016

Versi molto belli per descrivere la soavità della poesia, apparentemente povera ma che invece è tanto ricca da non necessitare di nulla se non del suo poeta. Molto piaciuta

carla vercelli5 marzo 2016

Una bellissima poesia, alla quale ci ha abituato l'ottima mente del poeta, che riflette sulla poesia stessa come "l'arte meno ingombrante"... E' proprio di un ingombro fisico che parlano i versi. Posso confermare, dato che mi diletto a dipingere, che quando smetto e ho tutto sottosopra rimpiango il poco ingombro della poesia: un foglio, una penna e la mia mente. Certo però che l'ingombro della poesia, dato che ha che fare con la parola e la comunicazione, è secondo me molto elevato. Forse proprio per questo i poeti non sono pubblicati così facilmente dalle case editrici come sarebbe auspicabile: la poesia ha la capacità di raggiungere le menti altrui e di modificarle molto più velocemente di un saggio filosofico o di un articolo.

Franca Merighi7 marzo 2016

Sono le parole semplici a piacere di più, a esprimere qualsiasi argomento con chiarezza, se poi si ha il grande dono di questo poeta che trasforma il linguaggio in bellissimi versi, allora... COMPLIMENTI DI CUORE...