Piaghe tra le unghie spezzate
Giorgia Spurio
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Mi hai mangiato le unghie,
mi hai trasformato,
- i polsi non respiravano -
una macchia, ma non di sangue,
plasma e acqua
su di un foglio,
carta, bianco,
e grigio come i denti
che le rane
- coccodrilli- nascondono
dietro le bocche dell’inverno,
nello stagno che apre
al ghirigoro del tuo sorriso.
Non sono che uno scarabocchio,
e ti ho creduto,
mi hai presa,
mi hai ritratta come le rose nel vaso,
come i seni delle amanti,
rosei e meravigliosi.
Mi hai uccisa...
Pian piano, nel pozzo
degli inganni e degli adolescenti,
delle illusioni di uno scheletro
con troppo peso
addosso.
Mi hai sputato le tue lettere
e le tue imbarazzanti percosse,
- no, non voglio tornare
a scodinzolare –.
Quale sorriso,
non era che un rammarico,
un ghigno,
- Mi hai dato tanto di quel finto zucchero-
Mi hai incollato troppa saliva
con i tuoi francobolli
e con le teste decapitate,
troppe etichette
e inchiostro.
- E il tuo nome... forse non era nemmeno quello. –
E il tuo amore... forse non era nemmeno vero.
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Giorgia Spurio
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