Dolmen di legno
Ecco, mi faccio fitta
da dolmen di legno con stipiti aperti
su folle di un nome. Troppo cielo,
bianco annuvolare di sguardi, nera
sutura a coltivare inverno. E intorno
inconsapevole distonia che muove Marzo.
E' incedere su pietre smarrite
e umide folate a cogliere ciglia
che solo una Luce non ostruisce il cuore.
Miei condensati equilibri. E tuttavia sei via.
E il rimedio nelle mani s'incrina.
©
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