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Fantasia 8 marzo 2016 · lettura 1 min · 431 letture

L'ora (legale) dello scrittore

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Dove cambiava l'ora interminabili vuoti si spostavano e i silenzi, dopo i silenzi, calcoli esatti della luce. Guardai dalla finestra, non c'era il solito viavai l'aereo delle sei e l'alba nella sua ferita bianca specchi senza figura, sogni, insegne, mani sintonizzate sulle tazzine da caffè ed io l'azzurro intero dove un niente: potevo dominarlo -il tempo- meccanica di un dio, fabbricare un dolore perfetto, una piccola gioia uno spazio di muta intuizione come un rientro del sonno stare in un cinema, essere vivo o morto come un'ombra poggiata sul mare. E' questo fiuto antico di figure che mi tiene come se fosse un fuoco nella testa, il tempo una frattura dell'alba, una voce nel buio io troppo mondo, troppo confine prendermi in un'assenza a caso e darmi un nome, finire in una storia di parole: una ragione questa o un'altra per cui scrivo. Mentire. Perché passi. Perché si senta che passi. E poi mettere un chiodo cambiare l'aria alla stanza sistemare i libri uscire con la bici nel sole.
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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