Nereide
carla vercelli
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In una piazza del sud, assolata
le dissero che era una sirena
un minimo di galanteria in più
e un quid in meno di volgarità
rispetto al complimento spesso udito
nelle sue gelide e nebbiose città.
Ma lei non ci aveva mai badato
e -rispondendo al richiamo di libertà-
il mare aveva sempre cercato,
col fondo amaro quanto la sua pena.
L’ambiguità -sentiva- era la sua natura,
l’essere a metà tra la carne e il sogno,
lo sfuggire ad ogni catalogazione,
farsi una beffa delle reti tese.
Quell’amalgama di voluttà e cura,
di responsabilità e affermazione,
che la rendeva e la rese
un ponte vivo per l’eternità
perché non solo la donna è vita
ma la Vita è Donna, e ognuna
ha in sé dolore, piacere e- non percepita-
la malia silente della nascosta
misteriosa altra faccia della luna.
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L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
Commenti (2)
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Francesco Rossi10 marzo 2016
Bellissima lirica sul pianeta donna, un piccolo appunto: si poteva trovare un sinonimo sul quid.
Francesco Falconetti10 marzo 2016
Con la sua inconfondibile eleganza l'autrice ci da, ancora una volta, prova della delicatezza ed armonia della poesia quando si fa donna.


