Far festa, perchè?
alias Marina Pacifici
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Giace in un angolo,
umiliata la mimosa.
Un cencio impolverato
in soffitta
un tempo era un velo da sposa.
Tra abusi, violenze e femminicidi,
guerre,
sfruttamento nel lavoro,
l'otto marzo è un grido
di rondini che hanno perduto i nidi.
Far festa, perchè?
Per un futuro disatteso, negato,
disilluso
di un'ultima speranza in rosa
che tu, Donna,
amica, compagna,
leggi nel mio sguardo amaro
ed io specchio in te.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (3)
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Berta Biagini8 marzo 2016
Guardiamoci negli occhi e scopriamo se veramente ne vale la pena di festeggiare, guardiamoci intorno, niente è cambiato, niente ha assunto profumo di rosa, solo sangue e lacrime adornano il vivere quotidiano, rifrullo di sensazioni da rabbrividire – persino la mimosa quest’anno ha dato forfait, come se avesse voluto fare un dispetto nel fiorire prima, lasciandoci (come si suol dire) a bocca asciutta.
Vaibhava das Vito Parisi9 marzo 2016
Oggi, chi dice di voler aiutare la donna- la propaganda- la vuole degradare. Non cascarci è raro...
Francesco Rossi10 marzo 2016
Io credo al valore che si è voluto dare all'otto marzo, un valore aggiunto nel sociale per traguardare l'emancipazione del mondo femminile.



