Nadezhda (Speranza)
Barbara Golini
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alla fine mentre guardi il vetro in cui sei chiusa,
ti appare il mondo così giusto, così bello
ma lontano, lontano quel mondo che ti protegge
lontano quel luogo in cui nascesti, che ti appartiene
(non c'è verità all'interno di quella gabbia, che ti circonda)
non riconosco,
non riconosco questo giudice
non riconosco,
tornerò a casa, tornerò viva o morta, tornerò
non ci saranno bandiere, non ci saranno stivali
nemmeno un libro che possa riportare una parola della vostra ignavia
sfoglio ogni giorno la speranza, la volontà, la forza, la speranza
(a volte le pagine rimangono tra le mie dita, a volte si frantumano)
non resterò,
non resterò qui davanti in silenzio
non resterò
se vedi il mio volto cedere, non credere alle mie lacrime
se vedi qualcuno stringere le mani, non credere al dolore
se senti il rumore del mentitore, non seguire le sue parole
se senti quel che dicono di me, non ascoltare bugie invane
(sarò sempre, sempre più forte, sempre più onesta, sempre più viva)
©
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (2)
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Clelia Maria Parente9 marzo 2016
Una lirica in cui prevale molto il sentimento e la sensibità dell'autrice, che da una profonda lettura, ammiro molto. Complimenti!
Adele Vincenti9 marzo 2016
che bella... a nulla possiamo credere ed è vero... ma ad Dio che dona forza e colore ...va sempre seguito... Apprezzata tanto ...elogio ...


