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E fino ad ora era acqua rimandata
un caldo così accorto da sentirsi rossi
come il non disfarsi di cicatrici.
Qualcuno ha paura da ciliegi
per quel non so che di già rondini:
non fosse grandine sulle grondaie
penseresti a scompigli di api - furiose-
E dunque, dentro, che non siamo ombrelli
perché cade la pioggia: cade cade cade.
Tra fumo - che fa male - e vetri affranti
assecondami che non mi muovo: sai
che dicono forse bugie d'arcobaleno?
e diventa risatina
ora che è l'ancora che ci rende prima e siedi
a mani aperte vicina
che suoniamo il theremin con Clara
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli10 marzo 2016
Che sia la paura dei ciliegi la rivincita della primavera? E se un animo è triste se il suo dolore è intenso, com'è che sopporta il garrire nuovo il ritorno alla vita " fuori " ... se vita non è " dentro "... Forse si, forse no! Ma ogni lirica nasce e vive dentro gli occhi che la leggono!
