Arakiri dell’amore
claudio coppini
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Nonostante te
rimasi solo di noi.
Non un bacio, un abbraccio
una carezza
sopravvissero
all’inverno.
Rischiai d’impazzire
nel deserto dei sentimenti.
Provai ogni cosa
che addomesticasse
il dolore.
Non bastò.
Come il soldato
della canzone,
anch’io avevo fatto correre
la disperazione a cavallo
fino a Samarcanda.
La nera signora
non si era distratta.
Era lì che mi stava aspettando
Non c’era più via di scampo
all’arakiri dell’amore.
In punta di piedi
ero arrivato
un pomeriggio.
E così, me ne andai
una mattina,
chiudendo lentamente
la porta alle spalle.
Senza voltare
lo sguardo indietro
mi ritrovai in strada.
Il cinguettio degli uccellini
si mescolava alle voci
Davanti al fontanello del giardino
una coda ordinata di gente
aspettava che arrivasse
il proprio turno
per riempire le bottiglie.
Semplici gesti quotidiani
che rassicurano
e ammorbidiscono il cuore.
Ero a terra
provato fino al midollo,
eppure non mi sentivo solo.
Una voce chiara
saliva da dentro
sei vivo
sei vivo.
Sei vivo.
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claudio coppini
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