Sogno di primavera
Beniamino Strani
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Il cielo profumava d'arancio,
e nel chiarore della luce
io mi rispecchiavo.
Il mare bagnava la sabbia,
dolcemente,
e i miei tormenti si asciugavano.
Le nuvole non conoscevano temporali,
ed io imparavo a fare come loro.
Ma aprii gli occhi,
e ricomparve il grigiore,
ritornò incessante il peso
di un mio giorno qualunque,
una monotona tempesta.
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Beniamino Strani
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