Taranto, notte di guardia.
luci di una citta’ quasi silente
solo un rumor di passi
di un caminar di gente
tra asfalto e sassi.
guardo, portandomi il peso del fucile,
ombre lontane nell’atrio di un cortile
giocherellar gioiose
in vicinanza delle loro case.
poi guardo il mare e osservo,
un mare nero come la mia divisa,
non c’e’ la luna in questa notte scura
c’e’ solo il vento, un vento forte
un vento da paura.
vento, tu che prima spingevi il mare
scherzavi coi capelli della gente
e poi ti appoggi alle pareti di una casa esausto,
vento, fa che questa notte voli via presto.
voglio riveder l’alba,
voglio veder nascere il sole,
voglio togliermi il fucile dalle spalle
che mi fa male, e stendermi in branda
e finalmente riposare.
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Commenti (5)
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Rossodisera11 settembre 2007
molto bello il movimento del vento dal mare alla gente alle case, bella poesia!
S
Sasyna11 settembre 2007
bellissima, sopratutto l'immagine del vento che deve spingere via la notte
M
Manuela Magi11 settembre 2007
Sai rendere reali i tuoi ricordi da farli quasi rivivere.Molto bella
Giovanni Monopoli12 settembre 2007
Hai saputo con questi versi deliziare i ricordi di una gioventù in modo eccezionale... rispolverando vicende vissute...
K
Kate13 settembre 2007
è veramente incantevole, ha un suono melodioso e musicale, versi ben strutturati che scorrono fluidi. descrizioni veramente minuziosi cariche di sentimento. mi piace

