"Ed è subito sera"

Fragili questi istanti
come ali
di una farfalla stanca
all’imbrunire
sul ciglio della vita
al terminale
di questo giorno vago
e ormai sbiadito
sulla tua pelle esile
e fugace
nel canto di una voce
di frontiera
arrivi all’improvviso
e fai la sera.
Leggere le tue mani
e i vecchi accordi
suonati al buio
insieme ai miei ricordi
sul letto delle favole
infinite
tra il sole e il vento
stesi ad asciugare
alla finestra cieca
sul cortile
dove il mio mondo
frena e si dispera
lasciandosi cullare
da te sera.
©
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio12 marzo 2016
Stupenda. I versi scivolano fluidi. La farfalla che vive un giorno, le sue ali fragili, ormai arrivata alla sera, alla fine della sua vita così breve. Si parla alla sera, e lei l'interlocutrice. è sera ed è donna, diviene persona con la pelle esile e con il canto fugace e la sensazione di frontiera. Si è arrivati al capolinea. Ed è alla sera che i ricordi tornano alla mente belli come il sole e turbolenti come il vento. Quei ricordi "stesi ad asciugare alla finestra cieca" (bellissima immagine), questa finestra che forse vorrebbe esser cieca per non vedere più questo mondo che si dispera... e la sera diviene la cura, l'unica capace di cullarci e calmarci. Bell'antitesi. Colei che è fine è colei che cura gli affanni.
