Sera d'inverno

E arrivi piano fredda di vedetta
gelando le mie ossa e i miei sospiri
intensamente viva e possessiva
ignara del mio tempo scollacciato
cosciente del tuo fare da mercato.
E sei scostante con i piedi ghiaccio
ingorda mingherlina e petulante
col soffio della notte a te vicina
nella certezza assurda di coprire
con le tue ali il giorno da smaltire.
E ti impossessi del mio sogno caldo
con gemiti polari da sentina
mostrandoti vorace e indifferente
col piglio di chi vuole governare
le onde del passato del mio mare.
Ed artica mi cogli di sorpresa
con la tua stanca mano sostenuta
dal dubbio e la bellezza resta muta
senza animare scura e immusonita
il volto più giocondo della vita.
©
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