Gioco perverso
Svettavano erette
nella metropoli
torri di sabbia,
filiformi, esili simboli,
umane costruzioni
dall'uomo stesso abbattute.
Estremo gioco perverso,
cervelli di bimbi in corpi cresciuti
compiono imperdonabili azioni
nel loro giocar tirannico,
per oro nero che conta,
semplici soldatini caduti.
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Commenti (2)
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M
Manuela Magi12 settembre 2007
Hai descritto il mondo di oggi.Soldatini che giocano alla guerra vera per distruggere il creato.Che peccato! Molto piaciuta.
D
Daniele Piredda12 settembre 2007
Lo sdegno, così pacatamente descritto, sembra essere il riflesso di una generale rassegnazione a guardar le immagini di abusi di potere scorrere ormai a iosa davanti ai nostri occhi di soldatini di gomma. In realtà, la lotta continua, finché nei nostri cuori continueremo a non accettarli. Scrivere di ciò, è anch' esso segno di ribellione.