Pensavo di perderti
Duilio Martino
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La neve in vene e brace, viva brace;
il canto suo in cieli che trasudano
gli scintillanti tratti.
Mai piegato alla cruda
sanzione (ma il percorso resta audace)
su pietre i piedi sfatti.
Con dentro al cuore ghiaccio
guadare notti attento a non cadere
in stringenti spirali
a sfuggire a naufragi nei fondali
vischiosi ove severe viole i loro
acuti ora ci tacciono.
Sentirsi nudo agli occhi
del mondo, trasparente; sotto i calli
la cenere dei crocchi.
Ombre, sguardi inchiodati
a trame d’orme, l’ammanco che pesa
e poi stelle pidocchi.
E ruminare immerso nella bruma
che ruba gli astri a sguardi magri... e il mare.
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L'autore
Duilio Martino
Commenti (1)
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Luciano Capaldo16 marzo 2016
Versi fortemente evocativi, fluidi che nella loro misucalità risaltano le immagini con cura scelte e che permettono di entrare nella poesia, sentirla quasi recitare con voce posata ma decisa. Eleganza nella scelta dei lemmi. Credo si chiami "Poesia".Complimenti

