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Natura 16 marzo 2016 · lettura 3 min · 849 letture

Febbre di Sogno e di Delirio

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Or nella febbre il delìr mio ode un sogno, febbricitante ei e non più rivestito di questi ìncubi soliti a ghermìrmi: la mia campagna... la mia terra a’ i primi pètali delle vïòle piccine, e ei va... e va, co’ i suoi campi e i rigagnòli, fino dove io non so e non mai saprò, essa, qui illimitata come steppa selvaggia e russa - i sconfinati muschi! - verso un dì. L’orizzonte della sera forse mi culla, e mi dice che io debbo dormìr tra le sua braccia, e presso i bei covoni dell’inverno che trascorre, biondi nel cupo volto della Luna, dove v’è il focolare del mio sonno insonne nella febbre ebbra di lebbre, i bracieri del Fato e della Vita. Tintinna un mio pensiero, e non si acquieta; e sento il mio pastore, il cagnolìn che ùlula al vento indarno ora attendendo una carezza. E l’äìrone balza dalle paglie e dai fanghi suoi al suo nido, co’ i suoi latrati misteriosi e arcigni, portando ei i sterpi alla sua famigliola, Fame perenne della sua Natura. E io sogno... e sogno io: conto gli astri in cièl, né ora febbricitato io mi figuro, né dèbile e né stanco, ma con l’aspra possa delle betulle tra le vene. Così il delirio perpetuo prosegue, e va lontàn... lontano. Lo dirò io all’alba nuova che sorgerà lenta, a me portando serenità e Vita; e dopo questo sogno si apre il Vero. Danziamo insieme i violini di questo cinguettìo in una fuga di balletto, pastorale ei e sublime, oh mente! oh cuore! E lenta... lenta la sera ricopre al mio sognàr i boschi, i campi, i monti, e i fuochi degli aratori sognati; mentre io qui siedo in sul mio caldo letto, confuso io e più che stordito, febbrile, placato dal mio pànico irrequieto, con i miei cascinali e con le ripe di questa pròssima a me Lomellina. Oh mia terra! Oh mia terra! Patria mia! Oh i nei lunari di questa tua Notte nella quale la Luna trucca il corpo delicato e femmineo, e il scialbo seno! Oh ciprie delle ciglia della sera! Oh nebbioline padane e sottili! Oh rogge! Oh rivi! Oh mie rugiade prime di questa Primavera! E in questo sogno pur lentamente... lentamente muore la febbre del mio vespro. Non temèr se tu tremi, perché tu respiri. E allora io vivo!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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