Finzioni
Giovanni Perri
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quante mani applaudono, si staccano dai nuvoloni e quante pozzanghere a bollire negli occhi e fuochi fatui e sogni come battelli a vapore.
Salgo con un inchino all'amore, quando mi mordo il cuore e sogno
un copione di piogge da bere dove ogni piccola tristezza sfuma.
Questioni dell'alba. Essere ragno e farfalla. Molecola di gioia di un corpo lontanissimo, che tace.
Non c'è teatro che non inghiotta. E l'anima l'angoscia, sola, come un'attrice nuda, nel camerino, ad annusare specchi e fiori.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
Commenti (1)
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poeta per te zaza17 marzo 2016
Panico da palcoscenico... della vita. Paura di dover essere sempre all'altezza della situazione. Il tutto esposto con maestria ed estro poetici.

