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Antonio D’Auria
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Pur era in quel cassetto,
ricordo, l'indirizzo della felicitá.
Un trasloco ed un altro ancora
e chissá.
In questa stanza senza cielo
e senza fiori ascolto Bob Dylan e Bach;
canne, comunque vuoi.
Ma, se andrò in pensione,
vorrò un giardino incolto
con tre alberi di melograno.
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L'autore
Antonio D’Auria
Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
Commenti (1)
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hy ju31 marzo 2016
Se talvolta lo si può perdere, ciò che conta è non smarrire la capacità e la speranza di ritrovarlo! Divertente quel "comunque canne", che svela l'anima scanzonata e lieve di questa bella poesia sul savoire vivre.
