Libertà
poetapercaso
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Che ne sai della libertà.
Tu, che sei nato
tra le pareti asettiche
di un ospedale.
Tu, che hai creduto
che la frutta nascesse
frullata in un vasetto,
e il pollo in un bancone
di un supermercato.
Tu, che la libertà
ti è stata insegnata in tv.
Tu, che ti credi libero
perché hai un tatuaggio,
uno smartphone e un etichetta
su un pantalone.
Ho una lacrima per te.
Povero illuso
che resterai deluso.
forse...
per te,
che vedi una criniera in una zoo
e credi di aver visto un leone.
Ti accendono la luce
e credi di aver visto il sole.
Tu, che non vedi la tua gabbia
solo perché è lontana.
Così lontana che non senti
il sibilo delle bombe prima dell'impatto,
la devastazione, le urla degli innocenti
che pagano, i tuoi jeans firmati, i tuoi smartphone.
Così lontana che non vedi,
le foreste bruciare
e le genti morire,
prima derubate
e poi accusate
di sussistenza.
Ma che ne vuoi sapere tu.
tu, che hai la tua auto nuova,
la tua vita agiata della liberà
e di quanto ad altri costerà.
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