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Impressioni 19 marzo 2016 · lettura 1 min · 2206 letture

Prigionieri dei ricordi (ode barbara)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Tumultuosi e imbrunendo avanzavano i fronti, afoni frassini urlavano d'inverno l'avvento; tra pruni e sterpi spenti s'imbucavano merli; sul mandorlo un freddo nido, reso visibile dal morto fogliame, tremava visibilmente. Le ieratiche guglie imploravano il cielo; sotto ai solidi platani strisciante il farfuglio di foglie rese all'ambiente. Già sfoggiava il crepuscolo un abito oscuro, ombre ricurve s'ergevano leste: in bocche briose, su brace la creta aulente. Sotto gelidi baveri i palpiti accesi dall'attesa d'un prodigo ritorno; la notte era un maglio bolo... il ricordo.
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Riposto con sostanziali modifiche. Ode barbara caratterizzata da primi due versi decasillabi alcaici (terminanti con sdrucciole). Il terzo verso è novenario iniziante per consonante che rimane scorrevole (nonostante variante metrica) proprio per via della sdrucciola che lo precede e la cui ultima sillaba (forzata dall'enjambement) va ad anteporsi ad inizio verso riportandolo al metro d'un corretto decasillabo. Nell'ultimo verso ho scelto un quinario che ben si sposa dei versi che precedono. il secondo verso inizia per vocale per ottenere maggiore scorrevolezza

L'autore
Duilio Martino
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Commenti (1)

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Maestosa, incantevole e rigorosa... tutto notevolissimo.