Fato

D'acqua sfonda, il cielo
la quiete,
lungo i canali e le sterpaglie
s'ingrossa, il rivo muto.
E chi fugge, dal suo tormento
s'incammina su per la via
affrettati mia sera, che dal silenzio
vaghi, immune al cielo,
verso l'angolo e giaciglio
di pur belle e morte foglie,
che sembrano parole argute
dette al vento e alla stanchezza,
quando, si piega il tronco e giù rimane.
Nel suo passare, il fato
nulla s'accorge, nulla lo tiene
porta con se ogni cosa, e non risponde
l'acqua che va al mare,
al suo luogo e fine.
©
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