La primavera è un baro
Paola Riccio
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Rinascita inconclusa di gemme di vita
in te scorgo l'oscurità in nero abisso
di eventi cinerei che il vento
non spazza e ricostituisce.
Me povera,
a errare da sempre la colpa dell'errore
non espio ma senza ritegno persisto
nel risalire muri a secco che crollano.
Crolla il mio viso dal tempo colpito,
rughe e solchi e devastazione
a tradir pelle diafana e lucente
di innocenti perduti sguardi di dolcezza.
Non arriva la carrozza
a travolgermi o trascinarmi via,
la condanna è dover restare.
©
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L'autore
Paola Riccio
Sono felice di vivere in modo semplice ed esemplare come il sole, come il pendolo, come il calendario. Marina Cvetaeva
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