"Calvario"
Stefano Drakul Canepa
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È un Calvario
attraversare la luce
e vedere il dolore
considerato tempo.
Sentire parole
e non capire il suono
di mille bisogni
annullati in un deserto.
Nessuna terra
sfiorata dal cielo
ed il sacrificio vano
di Dio divenuto uomo.
È un insulto
arrivare a sera
e non trovare carezze
che attendano notte
nella follia del giorno.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Giorgia Spurio25 marzo 2016
potente. soprattutto le ultime 3 strofe. c'è tutto. versi che si susseguono fuidi con le loro metafore. mille immagini e mille emozioni che si sovrappongono a altrettante riflessioni. è un calvario sapere che quel "calvario" del Dio divenuto uomo sembra un sacrificio vano. l'uomo continua ad esser Giuda e ne va anche fiero del proprio tradimento. le ere umane sono sempre più disumane, ogni giorno "nella follia del giorno". bella

