Stelle e regine

La piana di Giza si delinea al mio sguardo,
con le piramidi e la sfinge,
così enigmatica da togliere il fiato,
in una memoria ancestrale di morte
e rinascita.
Hatshepsut si ricorda di me,
Sopdet stella infinita di luce intensa,
proiettata sulla terra in metamorfosi d'amore,
perché io parlassi d'amore, vivessi,
dell'amore del ricordo e della memoria.
Feluche veloci, leggere solcano il Nilo,
con cacciatori intenti a inseguire i fagiani,
con donne dal volto colorato d'ocra
e lo sguardo rimmel cobalto.
Ora il sole al tramonto,
disegna ombre e silenzi,
nella tomba dove il piccolo Faraone Tuthankamon
riposa nel sonno eterno senza inganni,
solo senza la graziosa Ankhesenamon,
dai seni di prugne, nascosta al cielo,
rimasta insepolta.
©
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L'autore
Eolo
Commenti (3)
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Antonella Garzonio26 marzo 2016
Una meraviglia il tuo testo, all'ombra della Sfinge, narri un amore oltre il tempo. Con tocchi leggeri dipingi immagini dai colori caldi del sole, fra ombre e silenzi il mito della piccola regina rimanda luce infinita fra polveri di stelle.
Umberto De Vita26 marzo 2016
Un grande testo ispirato dalla Sfinge con versi appropriatissimi ed eleganti. .
carla composto27 marzo 2016
un testo meraviglioso scritto magistralmente ricco di storia emozionante... solo un poeta preparato e valente poteva scriverlo il mio sincero elogio



