Tu che eri, sei
Patrizia Ensoli
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Qualche volta
mi dimentico su una panchina vuota
ogni tanto, m’impiglio tra due rami d’acacia
e dondolo silenziosa dentro l’aria.
Poi mi osservo sulla cima di un cipresso
con le mani alzate
verso la notte e le sue stelle.
Triste donna, entusiastica bambina
come sull’altalena dei prati verdi
- e spingo spingo, fin dentro dentro al cielo.
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Commenti (3)
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Marina Lolli30 marzo 2016
Qualche volta mi dimentico su una panchina vuota ogni tanto m'impiglio tra due rami d'acacia e dondolo silenziosa dentro l'aria. Anima e nient'altro, in volo nel vento... invisibile al mondo, colma di universo BELLA BELLA...
lucio lucentini30 marzo 2016
Questa leggerezza del pensiero che in uno sguardo si inebria di libertà e dondola tra il bene e il mare, tra la terra e il cielo, in un perenne gioco dondola bambino nella vita anche se privo di ingenuità. Quadro d'autore.
nemesiel31 marzo 2016
Apparente levità di versi ed immagini per una splendida introspezione



