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Morte 30 marzo 2016 · lettura 1 min · 1236 letture

La morte

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rob ponzani 205 poesie pubblicate
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La piazza i colori i caffè festanti in giro per Lille spensierati gitanti Il blu il rosso all’orizzonte d’ oriente tramonto del nord marcato evidente Le guance rosse il naso gelato l’alito rigira spericolato Il bavero copre il vento ghiacciato che dalla Manica giunge sgraziato non copre la nota e una voce roca dal bistrot piccolo dalla luce fioca una chitarra fa il giro di do una armonica dolce l’accompagnò “amanti di Roma” per strade straniere ci sembra sognare senza volere la pioggia leggera confonde la vista miraggio confuso e illusionista non è Trastevere o ponte Milvio o il Tevere di due amanti in convivio è il ritmo simile a una strada ferrata di umili origini mai ripudiata Giovanni e Maria “arrogante” pretesa il nome voluto da Te nella Chiesa la vita un silenzio di note e di accordi un Grande uomo nei nostri ricordi
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La morte di Gian Maria Testa la prima volta che ho sentito la musica di G. Maria Testa è stato in un freddissimo inverno in quel di Lille Région du Nord Francia "amanti di Roma" è una canzone di G. M, Testa

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rob ponzani
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Commenti (2)

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Adriano Lungosini30 marzo 2016

Ma certe nostre sere hanno un colore che non sapresti dire... leggendo questa poesia mi è venuta la curiosità di capire chi fosse Gianmaria Testa e così ho fatto la conoscenza con la musica di questo cantautore poco noto al grande pubblico. Un grazie al poeta.

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Antonio Terracciano30 marzo 2016

Ho qui davanti a me "Montgolfières", il CD del 1995 dell'immaturamente scomparso cantautore Gianmaria Testa, prodotto ad Amiens, non distante da Lille, città in cui il bravo autore di questa bella ed evocativa poesia ci dice di avere avuto l'occasione, in una cornice ambientale marcatamente nordica, di ascoltare il grande "ferroviere", che con semplicità, fantasia e vera poesia cantava uomini, donne e cose peculiari soprattutto del suo Piemonte. Come per Paolo Conte, anche per Testa dovette pensarci la Francia a lanciarlo ed a valorizzarlo, mentre noi in Italia abbiamo spesso troppo incensato cosiddetti "cantautori" (non faccio nomi per mancanza di spazio...) più abili nell'esibire un costruito personaggio che una valida produzione.