Il giorno loquace
Ragliò l'asino entrando nella stalla,
cinguettò l'uccellino sul ramo della pace,
sorrise il bimbo giocando a palla,
ma intanto giunse il giorno loquace,
dopo la pausa notturna, attivo e riposato,
cantando salutò al mondo intero,
che si affrettava con il sole affiancato,
con il ritornello più giovane e sincero.
Gagliarda la voce arrivò con grida,
sconfinò anche gli abissi degli oceani,
l'acqua lo ringraziò e divenne tiepida,
e fu così che proseguì sino ad altopiani,
il suo eco fu percepito anche dal sordo,
che immaginò il suo tono amichevole,
in disparte, desiderò da lui un accordo,
affinché il suo giorno fosse confortevole.
E lui non fu più solo da quel giorno,
nel frattempo, guarì l'orecchio malato,
pote' urlare anche lui il suo Buongiorno,
e consolò il silenzio del suo passato!
Spiccò la sua felicità nel verde ventilato,
la natura morbida gli sorrise intorno,
con le carezze di farfalla dal cuore alato,
l'angoscia in viaggio non fece più ritorno.
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