Nell'anima dell'assurdo
Per te avrei acceso lampioni nel deserto
per te sarei andata in cima alle profondità del mare
per te avrei indossato nudità sublimi
per te avrei percorso il nero di un punto eterno
ma tu mi hai chiesto d'avere sopra il viso
il gusto di un passato irrealizzato
così ho dato il cuore in pasto ad una lince
che nel buio della tana l'ha azzannato
e sulle zanne le è rimasto
l'eco di un ultimo palpito
sconvolto e disperato
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Commenti (2)
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Marco Canonico Baca817513 settembre 2007
Particolare... intrisa del tuo amore e della tua sofferenza... colpito.
M
Marina Como14 settembre 2007
un linguaggio scorrevole che descrive paesaggi vivi. una punta di rancore verso se stessi per essersi lasciati annullare nell'amore. una vera poesia dove l'introspezione è riuscitissima e cruda, ma è gentilmente offerta al lettore con tutto l'intimo scempio del vero sapersi guardar dentro. grazie, una poesia che ci impara a riflettere.
