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Uomini 2 aprile 2016 · lettura 2 min · 1314 letture

Ho ascoltato un pazzo, e il pazzo mi ha garantito

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Difficile sostare a guardarvi mentre vi affannate disperati a nutrire vivide illusioni a costruire macerie su macerie a farmi realizzare quanto tutto questo sia questo e nulla più - tutto questo è solo questo, nulla più: più la nominate meno la intendete, più vi rimirate meno comprendete! La sempiterna potenza dell'arte poetica sta nella sua sostanziale inutilità: solamente ciò che non ha fine, che non ha senso e nemmeno attinenza al mondo "millantato" può significare veridicamente quello che significhiamo. Sono uomo, siete uomini, siamo animali naturalmente portati ad ignorare i nostri limiti e l'unica certezza che posso avere è l'essere come "Voi": quando lo capirete e ve ne starete finalmente zitti? Lasciate che Poesia scorra senza pretese, lasciate che Arte s'imponga e il soldo marcisca, lasciate che il Valore si stagli mentre tutto svampisce... tutto il resto è fagocitamento, tutto il resto è annientamento, tutto il resto è un farneticante ciarlatano che vi prometterà illusioni, salvo poi non garantirvi nulla, perché nulla è garantito: la speranza di un ricordo è l'ultimo disperato vagito!
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Egon Schiele, La famiglia (1918)

L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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Commenti (1)

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Merlino13 giugno 2016

Una lirica che interrogandomi mi riporta ai miei anni della 'contestazione'. La 'rabbiosa' consapevolezza che i molti che si ergono a poeti non assumono ciò che veramente è la poesia, e cioè annientamento dell'ego e prostrazione all'inutile senso di una vita vissuta alla ricerca di continue conferme. L'autore, ancora una volta, mi avvolge di un sapore lontano che sa di quei poeti decadentisti che aprono al romanticismo, uno in particolare me ne ricorda in questa poesia, Artur Rimbaud che nella lettera al veggente tuona contro quei 'poeti boriosi' che lui spesso appella con nomignoli irriverenti. Complimenti all'autore