Ricordi e speranze sulla stadera della vita
nell’ombra della sera sotto il pergolo della vite contorta
i lustri della vita si sommano inesorabili, precisi.
Il Sole calante giù giù all’orizzonte sembra annaspare
nell’ultimo sforzo disegna ombre lunghe, sfuggenti dai contorni incerti.
La nostra ombra non è più gemella ma immagine che a noi più piace
la mettiamo a braccetto con i ricordi che più ci aggradano
sulla strada alberata dietro di noi da sembrare infinita prospettiva
in un surreale dialogo di teatrale adattamento.
Sfere piene e pesanti gli infiniti ricordi posti sul piatto della stadera
sbilancia in alto colorate, trasparenti speranze che sono in noi.
Ci crediamo immortali!
Convinti che una chimera scarichi sogni e utopie nel piatto più alto... ma non avrà tempo!
E’ un rincorrersi effimero... inutile, un affanno dai lustri segnato.
Il tempo dei ricordi è infinitamente più grande di quello delle speranze
orma di mortali di un egoismo insopportabile quali siamo.
Asimmetrica bilancia che giustizia rendi... per fortuna!
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Commenti (1)
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picciro4 aprile 2016
In questa descrittiva composizione, la vita posta sui piatti di una bilancia antica che pesa i ricordi e le speranze: i primi ormai pesanti per il trascorrere del tempo che li ha accumulati e le seconde, che forse hanno vita più breve, per via anche dell'egoismo che attanaglia il genere umano, anche se poi qualcosa interviene a ristabilire l'equilibio. Ed è quella che dovrebbe essere la perenne ricerca, il senso autentico della vita. Apprezzata!
